Bellagio (CO), Arcipretale

Nome Chiesa: 
Chiesa Arcipretale Plebana di San Giovanni Battista
Località
Bellagio (Como)
Tonalità del concerto: 
SI2
Anno di fusione: 
2013
N° campane: 
5
Giudizio di qualità: 
Audio: 
Descrizione: 

 

Bellagio è situato all'estremità nord del promontorio boscoso che divide il Lario nei due rami di Lecco e di Como, e per la posizione davvero unica, inserita in uno straordinario contesto naturale, è il fulcro paesaggistico dell'intero centro lago, ed è da tempo conosciuto come "la Perla del Lario". Favorito da un clima così mite da consentire sulle rive la crescita di una vegetazione di tipo mediterraneo, è dagli ultimi due secoli meta turistica di fama mondiale.
Il Cristianesimo vi è attestato da tempi antichissimi e ha da sempre il suo fulcro nell'antica chiesa Arcipretale Plebana dedicata al Precursore Giovanni, situata non nello storico Borgo bensì nella frazione omonima, posta sull'ultimo tratto della sponda comasca del lago. Il tempio, che non conserva più alcuna traccia delle sue origini romaniche e si presenta oggi in una elegante veste barocca, sorge sulla riva del lago, affacciato a un largo sagrato che regala indimenticabili colpi d'occhio sulle meraviglie della sponda opposta, dalla Tremezzina agli scenari montani dell'Alto Lago.


L'Arcipretale Plebana di Bellagio sullo sfondo sereno del Lario e delle Alpi

Sul campanile dell'Arcipretale fino al 6 maggio 2013 era installato un concerto di 5 campane, in tono di SI2 crescente, fuso nel 1822 da Felice Bizzozero di Varese, concerto che all'epoca risultò essere il più grosso del lago e perciò acquisì larga fama popolare. A dispetto della sua celebrità, il concerto - fuso in economia e pertanto con gravi difetti di lavorazione - non fu pari alle aspettative e andò incontro a una serie di problemi, che determinarono la rifusione del campanone già nel 1834 (Bizzozero) e della seconda campana grossa nel 1897 (Pruneri, Grosio).  Il concerto che fu definito per un secolo e mezzo "una delle meraviglie del Lario" in realtà era un complesso dal timbro povero, duro e privo di risonanza, caratterizzato per di più da diffusi difetti di intonazione.


Le quattro campane minori del concerto storico, oggi poste nel cortile della canonica

Sul declinare del 2011 la Parrocchia ha chiesto all'Associazione Italiana di Campanologia, in vista dei restauri esterni dell'Arcipretale che avrebbero coinvolto anche il campanile e le campane, di verificare le condizioni del concerto e di prospettare eventuali ipotesi di lavoro. Diverse ispezioni, l'ultima delle quali effettuata il 10 settembre 2012, hanno rivelato una situazione gravemente compromessa. Oltre al degrado dell'incastellatura metallica, che da tempo causava problemi alle strutture murarie della cella campanaria, si è palesata - alla luce delle torce - una incrinatura nella calotta interna della quarta campana (MI3), e l'impossibilità di procedere a ulteriori rotazioni del RE#3 e del FA#3, campane che peraltro evidenziavano irrimediabili lesioni dei vecchi punti di battuta. In condizioni migliori i due bronzi maggiori, segnati tuttavia da gravi difetti di intonazione reciproca ed entrambi profondamente differenti nel timbro.


La particolare ossidazione in corrispondenza dell'incrinatura (interna)
della quarta campana vecchia (MI3)

I risultati delle indagini sono stati immediatamente condivisi con l'Arciprete don Renzo Denti, con il progettista e direttore dei lavori arch. Umberto Gilardoni e con l'arch. Maria Mimmo, funzionario di zona della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici di Milano. Dopo approfondite riflessioni, verifiche e approfondimenti l'Arciprete e il Consiglio per gli affari economici della Parrocchia hanno accolto l'indicazione data dall'Associazione, l'unica ragionevole soluzione possibile: "pensionare" le campane storiche e commissionare la fusione di un nuovo concerto campanario che fosse degno di Bellagio e della sua fama, sempre di 5 elementi in SI2 "perchè fossero ancora quelle". L'incarico è stato conferito alla fonderia Grassmayr di Innsbruck, che aveva già realizzato in Diocesi di Como il concerto di Villapinta (So) nel 2011. L'Associazione ha collaborato con la ditta fonditrice nell'impostazione armonico-musicale del nuovo concerto, e ha ideato e progettato ex-novo la componente artistica e figurativa dei cinque bronzi.
Il nuovo concerto è stato fuso il 26 luglio 2013, solennemente benedetto dal Vescovo di Como S.Ecc. mons. Diego Coletti domenica 5 gennaio 2014 e inaugurato in concerto dai membri della nostra Associazione. Dalla fine di ottobre 2013 il campanone del vecchio concerto è collocato all'ingresso del Cimitero comunale, mentre le quattro vecchie campane minori fanno bella mostra di sè nel cortile della Casa Arcipretale.

Queste le caratteristiche del nuovo concerto (tono di riferimento: LA3 = 435 Hz):

CAMPANA

I

II

III

IV

V

NOMINALE o NOTA DI BATTUTA

SI/2 +3/32

DO#/3 +3/32

RE#/3 +2/32

MI/3 +3/32

FA#/3 +3/32

TIPOLOGIA

Ottava

Ottava

Ottava

Ottava

Ottava

OTTAVA INFERIORE

si/1 +2/32

do#/2 +3/32

re#/2 +3/32

mi/2+3/32

fa#/2 +3/32

PRIMA

si/2 +3/32

do#/3 +3/32

re#/3 +3/32

mi/3+3/32

fa#/3 +3/32

TERZA

re/3 +3/32

mi/3 +5/32

fa#/3 +3/32

sol/3 +3/32

La/3 +3/32

QUINTA

fa#/3 +4/32

sol#/3 +3/32

la#/3 +6/32

si/3 +11/32

do#/4 +4/32

OTTAVA SUPERIORE

si/3 +3/32

do#/4 +3/32

re#/4 +2/32

mi/4 +3/32

fa#/4 +3/32

Ø in cm

161,0

143,5

126,9

120,0

107,0

KG

2598

1818

1296

1094

757

VIBRAZIONE / SEC

172

158

141

131

129

FONDITORE

Peter e Johannes Grassmayr

Peter e Johannes Grassmayr

Peter e Johannes Grassmayr

Peter e Johannes Grassmayr

Peter e Johannes Grassmayr

LUOGO

Innsbruck

Innsbruck

Innsbruck

Innsbruck

Innsbruck

ANNO

2013

2013

2013

2013

2013

Il peso totale del nuovo concerto è di kg 7563.

Le elevate aspettative sono state ben comprese dalla ditta fonditrice, e ampiamente superate. La Fonderia Grassmayr - che per Bellagio ha creato il primo concerto di dimensioni notevoli dopo la revisione critica della propria sagoma classica - ha letteralmente stupefatto tutti, e dimostrato ancora una volta di saper raggiungere vertici di qualità e di arte di cui può andare giustamente fiera. Bellagio può oggi "per davvero" vantare una delle meraviglie del Lago di Como, un complesso campanario assolutamente unico, straordinario sotto ogni aspetto: perfetta l'accordatura, tanto nell'insieme quanto nella struttura tonale di ogni singola campana; la pesantezza della sagoma adottata permette la giusta resa e la leggibilità di ogni "tono parziale".  Forte personalità ed estrema gradevolezza di suono contraddistinguono il concerto, in cui emergono il sorprendente equilibrio armonico del DO#3, la luminosa e cristallina ricchezza sonora del RE#3 e l'autoritaria, musicale profondità della campana maggiore.

La realizzazione e la collocazione di questo concerto segnano una tappa storica della Campanologia italiana, e costituiscono senza dubbio un "punto di rottura" per lo stesso Sistema Ambrosiano, che mai finora aveva visto una installazione con campane fuse in sagoma medio-pesante. E' prematuro formulare adesso qualsiasi giudizio di merito: saranno necessari ancora molti anni, molti "ascolti" e molte approfondite riflessioni per valutare e comprendere appieno, anche sul versante strettamente tecnico, la portata dirompente di questo spettacolare complesso e delle sue inedite e smaglianti sonorità. Di certo in futuro, nella progettazione e realizzazione di importanti concerti nuovi, non si potrà più prescindere dal confronto con quanto realizzato a Bellagio, nel bene e nel male.

Con il concerto di Bellagio l'Associazione Italiana di Campanologia si vede consegnata alla Storia, non solo per il fatto di avere il proprio logo impresso in ogni campana del concerto, e il proprio nome immortalato sul bronzo della nuova campana maggiore e sul marmo della lapide commemorativa dei restauri.  Il tempo e le generazioni future diranno la validità di quanto è stato suggerito e realizzato nella convinta fedeltà a un concreto ideale di Bellezza, "linguaggio universale che parla direttamente da cuore a cuore, oltre i muri e oltre i confini"  (Pio XII).


L'iscrizione dedicatoria sul nuovo Campanone di Bellagio