Bergamo, Basilica di S. Alessandro in Colonna

Nome Chiesa: 
Bergamo, basilica di S. Alessandro in Colonna
Località
Bergamo (Lombardia)
Tonalità del concerto: 
LA2
Anno di fusione: 
1905
N° campane: 
12
Giudizio di qualità: 
Audio: 
Descrizione: 

Il concerto campanario della Basilica di Sant’Alessandro in Colonna di Bergamo riveste un carattere di eccezionalità nel panorama campanologico nazionale.
E’ costituito da dodici campane, dieci delle quali accordate secondo la scala musicale diatonica maggiore di LA 2 , più due semitoni.
Delle dodici campane costituenti la fusione originaria, rimangono le otto che determinano l’accordo maggiore di LA2. Le altre quattro sono state rifuse in seguito all’asportazione bellica del 1942.

Il sistema di montaggio e di suono è quello tradizionale Ambrosiano.
Il concerto è per dimensioni uno dei maggiori della Diocesi di Bergamo ed uno dei maggiori della Lombardia.

CARATTERISTICHE DELLE CAMPANE DELLA BASILICA DI S.ALESSANDRO IN COLONNA :

Diam. Bocca Campana

Peso bronzo
kg

nota
musicale
nominale

tipologia
campana

giudizio
di qualità

anno di fusione
e fonditore

1

1748

3134,4

La2

ottava °

I

1905 Giorgio Pruneri, Grosio (So)

2

1553

2188,5

Si2

ottava °

I

"

3

1380

1526,8

Do#3

ottava °

I

"

4

1288

1238,0

Re3

settima

I

"

4+

1211

ca. 1000

Re#3

ottava °

II

rifusa 1951 Ottolina, Seregno (Mi)

5

1147

845,8

Mi3

ottava °

I

1905 Giorgio Pruneri, Grosio (So)

6

1017

574,8

Fa#3

ottava °

I

"

7

905

407,3

Sol#3

ottava °

I-

"

8

843

331,7

La3

ottava °

I-

"

9-

797

ca. 290

La#3

settima

II-

rifusa 1951 Ottolina, Seregno (Mi)

9

753

ca. 240

Si3

settima

III

"

10

669

ca. 170

Do#4

settima

II-

"

N.B. Suonando tutte le campane eccetto quelle indicate con i numeri 4+ e 9- abbiamo un concerto da 10 in La2. Mentre è possibile suonare anche un concerto da 8 in Si2 ugualmente in scala diatonica maggiore escludendo ovviamente la grossa (1) e anche le 4 8 e 10.

La ditta Pruneri di Grosio (SO), attiva dal 1822 al 1914, si è affermata come una delle migliori fonderie di campane fra quelle operanti in Italia.
Molti concerti tuttora funzionanti, diversi per dimensioni, tonalità ed estensione musicale, come ad esempio San Nicolò di Lecco, San Giuseppe di Grosio (SO), SS. Crocifisso di Como, Menaggio (CO), Nava (LC), testimoniano l’alto livello qualitativo raggiunto dalla ditta.
Il periodo più significativo, ossia quello in cui sono stati realizzati i lavori di maggior pregio, è quello compreso tra il 1900 ed il 1914, e lo stesso concerto di Sant’Alessandro in Colonna risale a questo periodo particolarmente felice.

Per esprimere in modo corretto il giudizio campanologico sul concerto di Sant’Alessandro in Colonna, si rende necessaria una distinzione fra le CAMPANE ORIGINARIE DEL 1905 e le CAMPANE RIFUSE NEL 1951.

1.         CAMPANE ORIGINARIE DEL 1905 (scala musicale diatonica di otto campane in LA2)

Le otto campane, facenti parte della fusione originaria, esprimono un livello qualitativo particolarmente elevato e si collocano ai vertici della produzione Pruneri.
La sagoma delle campane, in base ai parametri di riferimento mitteleuropei, è di categoria “medio-leggera”, ma i pesi sono leggermente superiori a quelli correntemente utilizzati in Italia nel periodo storico di appartenenza. La potenza di suono appare proporzionata alla sagoma.
Le campane presentano una buona regolarità nella struttura armonica individuale, con corretto e sostanziale allineamento dei toni parziali PRIMA, TERZA MINORE, QUINTA, OTTAVA SUPERIORE, OTTAVA INFERIORE. La PRIMA, di solito leggermente calante nelle campane Pruneri, risulta essere più esatta quì che altrove. L’accordatura NOMINALE del concerto rispetta fedelmente gli intervalli della scala diatonica maggiore. Si rilevano insignificanti difformità, fra cui il leggero calo della terza campana (DO#3), caratteristica del resto comune ai migliori lavori della medesima ditta.
Fra gli otto bronzi si distinguono senz’altro i due maggiori (LA2 e SI2) per la regolarità del suono, ma il concerto esprime nell’insieme un buon grado di uniformità.
La regolarità del suono è quì superiore rispetto ad altri concerto di grosse dimensioni della fonderia Pruneri, come ad esempio quelli di Grosio o di Lecco. Questi ultimi però, anche se meno regolari rispetto a S. Alessandro, avvincono maggiormente l’ascoltatore in termini di personalità ed emozionalità.

In conclusione possiamo affermare quanto segue:
Le otto campane originarie del concerto di S. Alessandro in Colonna costituiscono in assoluto uno dei migliori concerti, fra quelli di grandi dimensioni, dell’area geografica Lombardo – Triveneta, uno dei migliori concerti nella tonalità LA2 maggiore, ed uno dei migliori concerti della tradizione campanaria a Sistema Ambrosiano.

2.         CAMPANE RIFUSE NEL 1951 (RE#3 LA#3 SI3 DO#4)

Le quattro campane rifuse nel 1951 risultano notevolmente inferiori agli otto bronzi originari. Si rilevano difetti sia nell’accordatura nominale che nelle singole strutture tonali. La semplice percezione auditiva denota l’inadeguatezza di questi bronzi rispetto al resto del concerto. Scendendo poi nel dettaglio dell’analisi tonale, si rilevano asperità causate dalla crescita dei toni parziali PRIMA e OTTAVA INFERIORE.
 

Abbiamo avuto il piacere di ascoltare il suono a concerto solenne di queste campane, e di analizzarne il suono in cella campanaria, in data 29 Giugno 2006, Festa dei SS. Pietro e Paolo.
L’ascolto e la valutazione sono state fatte assieme ad amici ed esperti di campanologia presenti nella medesima occasione.