Brivio (LC), Prepositurale

Nome Chiesa: 
Chiesa Prepositurale Plebana dei Santi Sisinio, Martirio e Alessandro
Località
Brivio (Lecco)
Tonalità del concerto: 
DO3
Anno di fusione: 
1799
N° campane: 
9
Descrizione: 

Brivio, grossa borgata dell'Alta Brianza, non lontana da Lecco lungo la sponda del fiume Adda, era già nel secolo V sede di una delle più antiche e prestigiose pievi dell'Arcidiocesi Ambrosiana. Il paese e il fiume sono dominati dallo slanciato e caratteristico campanile barocco della Prepositurale, ricostruita fra il 1744 e il 1760 e ampliata negli anni 1904-1905.

La storia del concerto campanario della Prepositurale, non ancora indagata negli archivi, si presenta particolarmente sofferta e travagliata. Fino al 2008 il concerto era così composto:

campana

nota

 ø mm

Peso kg

Spessore di battuta

fonditore

Anno

Campanone

DO3

-3/32

148,4

1920

103

Francesco Comerio

1799

2

RE3 -3

131,3

1350

92

Francesco Comerio

1804

3

MI3 -6

116,0

940

79

Antonio Monzini

1866

4

FA3 -7

107,5

730

74

Fratelli Oltolina Seregno

1848

5

SOL3 -10

98,1

550

69(49)

Giovanni Battista Monzini

1832

Come si evince dai dati, un insieme di sicuro pregio storico ma assai eterogeneo, segnato dalle gravi stonature (il concerto calava bruscamente e progressivamente di tono passando dalle due campane maggiori alle tre minori) e dal contrasto tra i due bronzi maggiori - di qualità più che buona - e gli altri, dal timbro povero e mediocre.

Nel 2008 la Parrocchia, dovendo procedere all' improrogabile sostituzione dell'incastellatura e dell'impianto elettrico, tenendo conto della capienza della cella e delle generose offerte donate dai fedeli, decide anche di ampliare il concerto. La stretta e cordiale intesa tra la committenza, la ditta installatrice e l'Associazione Italiana di Campanologia conduce alle seguenti scelte:

  • portare il concerto a nove campane in scala diatonica, invece del previsto progetto di 8+settima minore;
  • affidare - coraggiosamente - la fusione dei bronzi nuovi alla Ditta Grassmayr di Innsbruck;
  • procedere con le dovute cautele all'intervento di rettifica tonale sulle campane 3 e 4, per dare la necessaria omogeneità all'insieme;
  • sostituire la campana 5, talmente consumata nei punti di battuta (più di 20 mm!) da non essere più recuperabile all'uso.

Le cinque campane nuove vengono fuse il 14 novembre 2008. Nel pomeriggio del 21 dicembre seguente, domenica, il concerto rinnovato e ampliato viene solennemente benedetto, sul sagrato della Prepositurale, dal Vescovo ausiliare di Milano S.Ecc. mons. Franco Giulio Brambilla e suonato per la prima volta in concerto dai membri della nostra Associazione. Il Natale 2008 è accompagnato dai rintocchi squillanti e festosi che dal campanile si spandono sul paese, sull'Adda e risuonano tra le colline e i monti circostanti di manzoniana memoria.

Questa la composizione odierna del concerto, ad azionamento integralmente elettrico:

campana

nota

 ø mm

Peso kg

Vibrazione in secondi

fonditore

Anno

Campanone

DO3

-20/100

148,4

1920

80

Francesco Comerio

1799

2

RE3 -30

131,3

1350

80

Francesco Comerio

1804

3

MI3 -65

116,0

940

70

Antonio Monzini

1866

4

FA3 -50

107,5

730

62

Fratelli Oltolina Seregno

1848

5

SOL3 -22

101,5

610

165

Grassmayr Innsbruck

2008

6

LA3 -28

90,0

428

140

Grassmayr Innsbruck

2008

7

SI3 -30

80,0

304

115

Grassmayr Innsbruck

2008

8

DO4 -20

74,0

240

125

Grassmayr Innsbruck

2008

9

RE4 -20

67,8

180

105

Grassmayr Innsbruck

2008

La fonderia Grassmayr, che inaugura con Brivio la sua prima installazione importante in Italia, ha proposto - con studiati adattamenti - la sua classica sagoma medio-pesante, che dona al "concertino" nuovo la necessaria brillantezza e robustezza di suono, senza peraltro mortificare e sovrastare i bronzi storici, che dalle nuove sorelle hanno anzi ricevuto maggior luminosità e vivacità, grazie a un singolare "effetto sinergico" che rende il concerto di Brivio particolarmente festoso e gradevole all'ascolto, pur mantenendo ben evidenti le caratteristiche storiche e timbriche delle singole campane.

L'ampliamento del concerto della Prepositurale di Brivio segna, per più aspetti, un momento storico e una svolta epocale nel panorama campanario e campanologico nazionale.

  • Per la Fonderia Grassmayr si tratta, come sopra ricordato, della prima commissione importante in territorio italiano, che aprirà la strada ad installazioni ben più prestigiose tra cui non si possono tacere Bellagio, Majano del Friuli, Villapinta, Crema, il Santellone di Chiari, il Conventino di Treviglio e le diverse commissioni in Emilia Romagna. Una tra prime fonderie europee per storia, competenza e capacità entra con discrezione nel mondo campanario italiano con la forza della sua comprovata arte, per riportare finalmente alla ribalta i veri valori della campanologia mitteleuropea.
  • Per l'Associazione Italiana di Campanologia, che per la prima volta nella sua giovane storia si è trovata a godere della fiducia e a collaborare strettamente con una parrocchia, con una storica fonderia e con una ditta installatrice, è stato un vero banco di prova. Un momento di travaglio, segnato da severe riflessioni, da una matura e consapevole certezza dei propri ideali e dei propri fini, da un cosciente e sereno sguardo sul futuro.
  • Per il mondo campanario italiano è stato l'irrompere di un modo apparentemente nuovo e diverso di intendere le campane e l'arte campanaria, che ha provocato e provoca tuttora diffidenze, critiche, pregiudizi tenaci dettati da superficialità, pigrizia mentale e da una buona dose di ignoranza. In realtà il tempo - saggio giustiziere - e l'intelligenza di tanti hanno già iniziato a mostrare molte cose: ad esempio che le campane non italiane sono buonissime per l'Italia; che non necessariamente chi suona le campane o le installa le conosca davvero nella loro complessa realtà; ma soprattutto che non c'è proprio niente di nuovo e di "altro" nel modo di progettare e di fondere campane di una ditta non italiana. Nulla di nuovo, perchè serietà, rigorosa scientificità, studio metodico e approfondito, conoscenze musicali rigorose, controllo allo scrupolo di materiali e fasi di lavorazione sono gli elementi che per secoli hanno costruito la gloria delle grandi fonderie storiche italiane che in molti oggi, novelli laudatores temporis acti, rimpiangono. Valori e metodi che il '900 ha visto progressivamente emarginati dalle fonderie italiane, sempre più preoccupate di accontentare a poco prezzo una committenza varia, sprovveduta ed insipiente. Per molti motivi: per mancanza di specifica cultura campanologica, per un malinteso senso di sobrietà evangelica, per chiusura mentale camuffata da rigido attaccamento alle tradizioni esistenti, per squallidi interessi economici ed aziendali.

Le campane di Brivio resteranno nel tempo a testimoniare l'intelligente coraggio e la raffinata sensibilità del Prevosto don Ferdinando Gatti, e lo slancio di una comunità che, per rendere degna lode al Signore del tempo e della storia, ha saputo e voluto scegliere il meglio: non un banale manufatto industriale ma un'autentica opera d'arte. Quell'arte che tutti vogliamo torni presto ad uscire e a risplendere, come un tempo, dalle fonderie di campane di casa nostra.

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