Como, Basilica del Ss. Crocifisso

Nome Chiesa: 
Basilica della Ss. Annunciata, Santuario del Ss. Crocifisso
Località
Como (Lombardia)
Tonalità del concerto: 
RE3
Anno di fusione: 
1909
Fonditore: 
N° campane: 
5
Giudizio di qualità: 
Audio: 
Descrizione: 

La Basilica della Ss. Annunciata venne eretta nel 1564-74 sul luogo di un precedente oratorio; poi ampliata, modificata e arricchita di decorazioni nei secoli XVII-XIX. La sua erezione trae origine dal "miracolo delle catene", avvenuto la sera del Giovedì Santo 1529, 25 marzo, al ponte di San Bartolomeo. La processione dei confratelli dell'Annunciata, diretta alle chiese extra moenia di S. Chiara e S. Protasio per la "devozione delle sette chiese", trovò sbarrato l'accesso al ponte da due catene poste l'una sopra l'altra, tese dai gendarmi che temevano un'imboscata delle truppe francesi. Il confratello che portava il Crocifisso (scultura in legno di cipresso alta m 1,28, donata alla Confraternita nel 1401 da un gruppo di pellegrini francesi di ritorno da Roma) inclinò il simulacro tentando di farlo passare tra le due catene: in quello stesso istante una parte del muro d'angolo del ponte che incastonava l'anello reggente la catena superiore ruzzolò a terra. L'evento fu subito considerato miracoloso e venne ratificato dall'autorità religiosa diocesana con regolare processo canonico. Da allora il Ss. Crocifisso, con la Cattedrale, S. Abbondio, il Baradello e il Lago, è l'anima stessa della Civitas Comense, che gli tributa una devozione assai più forte di quella per il Santo patrono della città.


Panorama di Como dal campanile della Basilica

Il campanile barocco della Basilica risale alla seconda metà del XVII secolo. La radicata tradizione locale lo ha sempre attribuito al disegno e all’opera di Filippo Juvarra, ma il nome dell’architetto messinese non compare in nessun documento. Il concerto campanario è formato da 5 campane, accordate in tonalità di RE3 molto calante, fuso nel 1909 dalla celebre Fonderia “Giorgio Pruneri” di Grosio (So). Il contratto viene stilato il 25 gennaio 1909(?); il 25 ottobre la fonderia promette la consegna per il giugno successivo. Questo tardo capolavoro dei Pruneri sostituisce un precedente concerto, analogo per peso e tonalità, fuso nel 1818 da Giovanni Battista Monzini di Bergamo (Archivio della Basilica, 4.13.4; 4.40.2). Il concerto è montato a “Sistema Ambrosiano”. Dell’incastellatura fornita nel 1884 da Angelo Bianchi di Varese (Archivio della Basilica, 5.4,4, Libro Mastro, pp.65, 72 e 5.4.10) sussistevano, fino all'autunno 2016, solo i ceppi in ghisa “a ferro di cavallo”, contobilanciati da grosse bocce bulbiformi (non originali). Le ruote per il movimento delle campane e il telaio di sostegno erano opera di rifacimento recenziore: le caratteristiche tecniche e costruttive trovano riscontro in analoghe installazioni risalenti agli anni ’60 del Novecento, poste su altri campanili della regione.  L’azionamento delle campane, da decenni, è esclusivamente elettromeccanico.


La Basilica

Tutti e cinque i bronzi evidenziano, dalle iscrizioni latine che li decorano, una comune dedicazione alla Vergine Annunciata e al Ss. Crocifisso (SS CRUCIFIXO V ANNUNTIATIONI), con in più una dedica specifica per ogni singola campana.

  • La campana maggiore (Campanone), nota RE3, è dedicata a S. Abbondio, Patrono della città e della Diocesi, e a S. Pietro da Verona. Il suo peso (come risulta dal materiale documentario del “Fondo Pruneri” conservato presso l’Archivio Diocesano “Nicolò Rusca” di Como) è di kg 1376,500, diametro cm 134,1, spessore di battuta mm 91. Reca le seguenti iscrizioni: S ABUNDIO PETRO M - A FULGURE ET TEMPESTATE LIBERA NOS DOMINE - AB AEPIS MUGIASCA DICATUM SODALES POPULORUM REFUSAE FUERE ANNO MCMIX.
  • La seconda campana, nota MI3, è dedicata a S. Giuseppe e a S. Andrea Avellino. Pesa kg. 949,700, diametro cm 117,5, spessore di battuta mm 82. Iscrizioni: LAUDO DEUM PLEBEM VOCO CONVOCO CLERUM – JOSEPH ANDREA AVELL DICATUM SODALES BENEFACTORUM PIETATE.
  • La terza campana, nota FA#3, è dedicata a S. Pietro Apostolo e a S. Vincenzo Ferreri. Pesa kg 670,700, diametro cm 104,5, spessore di battuta mm 73. Iscrizioni: DEFUNCTOS PLORO FESTAQUE PANGO – PETRO APOST VINCENTIO FERRERIO DICATUM SODALES DEVOTORUM BENEFICENTIA.
  • La quarta campana, nota SOL3, è dedicata a S. Giovanni Nepomuceno e a S. Antonio da Padova. Pesa kg 537,600, diametro cm 96,8, spessore di battuta mm 68. Iscrizioni: EXCITO LENTOS PLACO CRUENTOS – JOANNI NEPOMUCENO ANTONIO PATAVINO DICATUM SODALES POPULORUM LARGITIONE.
  • La quinta campana, nota LA3, è dedicata a S. Bernardo. Pesa kg 378,700, diametro cm 86,6, spessore di battuta mm 60. Iscrizioni: FIDELIBUS DICO AD SACRA VENITE – INCLITE BERNARDE NIMBORUM POTENS CLIENTIBUS ADESTO CALAMITATES TURBINES INTEMPERIAS AVERUNCA.

Il peso totale del concerto è di kg. 3913,200.


La cella campanaria

Il concerto campanario della Basilica del Ss.mo Crocifisso è unanimemente riconosciuto come uno dei capolavori della Fonderia Pruneri: per  le sue caratteristiche armoniche, per la nobiltà e raffinatezza della voce, è indiscutibilmente il più bello e prezioso dell’intera città di Como e uno dei più prestigiosi della Diocesi comense. Seppur pienamente espressivo della tipica e smagliante timbrica Pruneri, il concerto ha una sua spiccata individualità sonora, contraddistinta da un "colore strumentale" particolarmente morbido e profondo. Le campane si distinguono per la bellezza della loro voce, nobile e raffinata, mai aggressiva, sempre in grado di emozionare l’ascoltatore. Il tocco della battuta è netto, limpido; la successione armonica è precisa, equilibrata, lineare, mai banale o sterile, poiché si risolve in un leggero vibrato che vivacizza e conferisce colore e personalità al suono.  Le cinque voci presentano una mirabile uniformità e i “toni parziali” appaiono intonati con precisione e correttamente distribuiti.

Il complesso - che negli ultimi anni soffriva dell'usura del tempo e di una manutenzione trascurata - è stato oggetto di un radicale ed esemplare restauro, condotto con la consueta altissima professionalità dai Fratelli Pagani di Castelli Calepio (Bg), azienda leader nel settore delle campane ambrosiane, la quale ha operato in stretta collaborazione con l'Associazione Italiana di Campanologia. Le campane  - che hanno ripreso il loro puntuale e prezioso servizio liturgico la vigilia di Natale 2016 - sono state dotate di nuovi ceppi e nuovi battagli, ruotate per variare i punti di battuta e montate su nuovo robusto castello ammortizzato; questo è stato ruotato di 90° così da collocare il campanone in asse con la facciata della Basilica e dirigerne il suono verso il centro cittadino e non più verso la periferia industriale. Il restauro ha ridonato al concerto la sua splendida sonorità originaria, e restituito alla città, in piena sicurezza e fruibilità, il suo assoluto capolavoro campanario.

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Il marchio Pruneri sul Campanone

Nel coro della Basilica, alle spalle dell'altar maggiore, è oggi collocata provvisoriamente una piccola campana in MI4, fusa dai Monzini nel 1825 (diametro cm 45,2, spessore di battuta mm 28,5), di cui non è accertata la provenienza.


Il MI4 Monzini oggi in Basilica