Gargnano (BS), Parrocchiale

Nome Chiesa: 
Chiesa Parrocchiale di San Martino Vescovo
Località
Gargnano (Brescia)
Tonalità del concerto: 
MIb3
Anno di fusione: 
1766
Fonditore: 
N° campane: 
5
Giudizio di qualità: 
Audio: 
Descrizione: 

Sul lato ovest della Chiesa di S. Martino di Gargnano s'innalza un elegante campanile, alto circa 65 mt, "che per simmetria, per isveltezza,è indubbiamente un' opera d'arte e non vi è persona che nel vederlo non si arresti ad ammirarlo". La costruzione secondo il Conforti fu iniziata nel 1722 e costò al comune 70.000 lire venete. La costruzione è stata eseguita su disegno dell'architetto Domenico Corbellini, da maestranze locali lavorando con incastellature interne e utilizzando per gli spigoli, la cella campanaria e le cuspidi un marmo bianco con venature rosate ricavato da cave locali. Le specchiature interne sono invece composte di sassi scalpellati uniti da malte intonacate. La fabbrica s'innalza dal piano stradale con una base quadrata a tronco di piramide da cui si slancia il corpo dell'edificio suddiviso fino alla cella campanaria in due ampi specchi rettangolari. Alla base della cella campanaria si stende una larga cornice a sbalzo su cui si aprono gli ampi finestroni balaustrati ora protetti da griglie di legno, delimitati da griglie corinzie. Sopra di essa una seconda cornice sostiene otto pinnacoli ed il fastigio ornato da quattro oculi su cui poggia la cupola in rame dalla quale s'innalza la croce di ferro battuto con i simboli della Passione: la lancia e la canna con la spugna. All'interno, una bella scala in legno porta ai vari piani, divisi da ampi ballatoi. Attraverso le feritoie si possono osservare vari scorci del paese e delle frazioni. Nella parte alta,vicino alla cella campanaria è stato rimesso in funzione un antico orologio a pesi del 1500 di notevole valore storico, restaurato dal sig. Alberto Gorla noto restauratore di orologi da torre che ha anche restaurato l'orologio dei Mori a Venezia e i Macc de le ore di Brescia.

Sul campanile di S, Martino sono sistemate sei campane; in un lontano passato le campane forse erano sette, stante il fatto che nella parte superiore del castello campanario, sono visibili i punti di appoggio per una campana di piccole dimensioni Al riguardo un campanaro di lungo corso riporta affermazioni dì vecchi campanari conosciuti in gioventù, secondo i quali la campana mancante sarebbe stata messa in opera sul campanile di San Francesco (probabilmente era la intermedia delle tre funzionanti fino al 1999). La struttura portante costituente il castello è interamente in legno di castagno; le campane sono azionate esclusivamente a mano dai campanari tramite la ruota (röa), I contrappesi sono anch'essi in legno di castagno ed il battaglio (batòcol) è vincolato alla campana tramite robuste fasce di cuoio (mascaìss).


Ol Campanù

 

campana

nota

Diametro cm

Peso kg

fonditore

Anno

Campanù

MI bemolle 3

 126,2

1200

Giacomo Crespi

1766

Turèla

FA 3

111,0

800

Andrea Crespi

1819

3

SOL 3

980

580

Cavadini

1854

2

LA bemolle 3

930

500

Andrea Crespi

1819

1

SI bemolle 3

820

360

Cavadini

1832

Fuori concerto

RE bemolle 4

 

 

Andrea Crespi

1819

 


L'allegrezza o "campanò"

 

Tecnica di suono

Il tipo di "suonata" si può chiamare alla veronese anche se eseguita in modo "ancestrale" e diretta­mente in cella campanaria. Per la quarta e la quinta, i suonatori sono direttamente sotto la campana, e la tengono in equilibrio usando sia la corda che la ruota. Questo tipo di esecuzione è tipico della sponda bresciana del lago di Garda (Gargnano, San Felice, Maderno ecc. ) già in uso quando ancora tutto il lago faceva parte della "Serenissima". Un altro tipo di suonata è detta di allegrezza (in Veneto campanò), è una suo­nata a carillon ma senza tastiera. Si usano delle cor­de fissate vicino alla campana e si esegue in due suonatori: un suonatore tiene la 4° e la 5°, l'altro 1°- 2°- 3°.


Suonata a concerto