Mantova, Basilica di Santa Barbara

Nome Chiesa: 
Basilica Palatina Abbaziale di Santa Barbara
Località
Mantova (Lombardia)
Tonalità del concerto: 
RE3
Anno di fusione: 
1554
N° campane: 
5
Giudizio di qualità: 
Audio: 
Descrizione: 

La Basilica Palatina di Santa Barbara fu voluta dal duca Guglielmo Gonzaga che ne affidò la progettazione all'architetto di corte Giovanni Battista Bertani, il quale la iniziò nel 1562 e la concluse nel 1566 con l'erezione del poderoso campanile. La Basilica, già in sè singolare con la sua pianta, i lucernari al posto delle cupole, il presbiterio innalzato come un palcoscenico e la tribuna ducale direttamente accordata alla reggia, venne fornita di eccezionali tesori d'arte di ogni genere. Ebbe un messale e un breviario propri e una Cappella musicale ben presto famosa, per la quale compose il Palestrina e della quale divenne maestro Claudio Monteverdi. Con concessioni via via ottenute dai papi, il duca Guglielmo ne fece un'Abbazia nullius dioeceseos, governata da un Abate, varie dignità e un folto capitolo canonicale. L'abbazia palatina fu soppressa nel secondo dopoguerra e l'ultimo Abate fu il primo - e l'ultimo - Cappellano del Presidente della Repubblica.

Nell'imponente torre campanaria è collocato un concerto di notevole valore storico, accordato sulle note RE3, FA3, SOL3, SIb3, RE4.

Campana Maggiore

Pos. Musicale: TONICA
Diametro 1257 mm / Peso 1350 kg / Nota RE 3 / Anno di fusione 1650.
Fonditore Bartolomeo Pisenti
Inscrizione: TEQ SVAMQ LVBENS TVEATVR BARBARA TVRRIM + VNDE PROCVL FVLMEN SAEVAQ. GRANDO FREMAT, in riga. ANNO IOBELAEI MDCL AVSTRIACO GONZAGAEIS NVPTIS CLARO SER. CAROLVS II HANC VOCEM SACRIS RESTITVIT MEN. FEBR., in targa ovale. A FVLGVRE ET TEMPESTATE LIBERA NOS DOMINE, in targa quadrata. DA GLORIA DEO, in targa quadrata. ET VERBU CARO FACTO EST ET HABITAVIT IN NOB., in targa quadrata. BARTHOLOMEI DE PISENTIS VERON OPUS. In targa quadrata
Campana dalla voce possente. È la seconda campana dell’artista per dimensioni, dopo il campanone civico di Bergamo di qualche anno più tardo.

Campana Seconda

Pos. Musicale: MODALE
Diametro 1189 mm / Peso 1050 kg / Nota FA 3 / Anno di fusione 1589.
Fonditore Giorgio Albenga
Inscrizione: DOMINE IESV CVM VASCVLVM ISTVD QVOD ARTE AVT METALLI SPECIE NON POTVIT FIERI DIGNVM SIT CLARO | CHIRSMATE TACTVM AC TVA BENEDICTIONE PERFUSUM CONCEDE VT QVINCVMQVE AD SONITVM EIVS COVENERINT | FIDEI CATHOLICE DOCVMENTA SECENT BENED. SAN. ET CONS. | BARZELINO CESENATAE ECCLE. ABBATE MDLXXXIX, in tre righe in alto. GEORGIVS ALBENGA FONDITOR, in targa quadrata.
Campana dalla voce possente e cupa

 

Stemma nobiliare visibile sulla seconda campana

Campana Terza

Pos. Musicale: SOTTODOMINANTE
Diametro 1142 mm / Peso 1150 kg / Nota SOL 3 / Anno di fusione 1554.
Fonditore Bernardino Arrigoni
Inscrizione: BERNAR ARIGONVS MANT FE 1554
Campana dalla voce possente e brillante, dalla forma ancora tar­dogotica ma dal suono pulito e dolce; fusa precedentemente l’edificazione della chiesa e del campanile.

Campana Quarta

Pos. Musicale: SOPRADOMINANTE
Diametro 780 mm / Peso 280 kg / Nota SI bemolle 3 / Anno di fusione 1762.
Fonditore Giuseppe Ruffini e Giulio Gatti
Inscrizione: MARIA THERESIA IMPERATRICE REGINA APOSTOLICA DUCE MANTUAE, in grandi caratteri. REGIO AERE REFORMATA REGNANTE, in caratteri piccoli, IVLIO GATTI MANT. FUND CAM – CARLO RAMESINI LVZZARA PETROZANI ABBATE – IOSEPH RUFINI REGIENSIS FVND DVC, sul dorso.

Campana Quinta

Pos. Musicale: TONICA
Diametro 650 mm / Peso 157 kg / Nota RE 4 / Anno di fusione 1934.
Fonditore Ettore Cavadini.
Inscrizione: ANTICA E PREMIATA FONDERIA LUIGI CAVADINI E FIGLIO IN VERONA, in targhetta, 1934, sul dorso.
Campana moderna media della fonderia veronese, forse sostituisce una più antica.

Degrado del Concerto

L’ampio e meraviglioso campanile di Giovan Battista Bertani, edificato tra il 1562 e il 1572, ospita 5 storici bronzi in una buona scala minore di suggestivo effetto fonico. Le singolari posizioni musicali all’interno della scala minore creano un’insieme gradevole anche suonate con una lenta distesa veronese. Infatti nel 1934 l’officina della fonderia Cavadini sostituisce il vecchio telaio ligneo e i ceppi lignei montando le campane con quelli tradizionali del Sistema veronese chiamati Cavadini Classico (per non confonderli con quelli definiti Moderni o Seconda Serie la cui proprietà è passata alla ditta Sabaini e F. snc, sempre nell’ambito della manutenzione delle campane). Attualmente il concerto si trova in uno stato di semi-abbandono da quando la chiesa non è più officiata in quanto in perenne restauro. Quest’intervento non ha ancora interessato il contenuto della possente torre lasciando ferme e senza possibilità di concertare le campane, le quali presentano i primi segni di decadimento attivo. La campana maggiore, per esempio, non porta più la posta in quanto la ruggine ha fatto saltare le viti che la tenevano ancorata alla grande ruota. Le due campane mezzane invece con discreta difficoltà si possono concertare all’impiedi alla lombarda. La quarta campana a causa di una precedente non corretta manutenzione può solo dondolare in quanto la posizione assunta fa toccare il labbro del bronzo sul telaio metallico. La campana minore posta al di fuori delle reti di protezione anti volatili non da possibilità di manutenzione alcuna, nonostante questo si può suonare all’impiedi.

 

Revisione dello studio del socio onorario Luca Chiavegato