Sesto San Giovanni (MI), Basilica

Nome Chiesa: 
Basilica Prepositurale di Santo Stefano Protomartire
Località
Sesto San Giovanni (Milano)
Tonalità del concerto: 
LAb2
Anno di fusione: 
1937
Fonditore: 
N° campane: 
8
Giudizio di qualità: 
Audio: 
Descrizione: 


La Basilica e l'imponente campanile

Il monumentale concerto campanario della Basilica Prepositurale di Santo Stefano in Sesto San Giovanni è costituito da otto campane accordate nella scala diatonica maggiore di LA bemolle 2 (crescente), fuse nel 1937 dalla ditta “Luigi Cavadini e Figlio” di Verona.

La campana maggiore pesa kg 4013 e le otto campane pesano complessivamente kg 13162. Tali requisiti dimensionali consentono di classificare questo concerto come il secondo più pesante della Lombardia fra quelli montati a “sistema ambrosiano”; solamente il concerto di Bellusco risulta di poco più pesante.

Il complesso di Sesto, per le sue felici caratteristiche campanologiche, va certamente annoverato tra le migliori realizzazioni italiane del periodo storico compreso tra le due guerre mondiali, periodo nel quale vari fonditori riuscirono oltremodo ad esprimere un livello qualitativo elevato.

Le campane vennero realizzate sul modello di quelle della Cattedrale di Verona, campane che la medesima ditta Cavadini aveva fuso nel 1931 e che costituiscono uno dei complessi più noti a livello nazionale. I due complessi presentano importanti analogie dal punto di vista dimensionale e timbrico, con l’eccezione della campana maggiore che a Verona non è più quella originaria, e con una lieve diversità di altezza tonale: le note musicali nominali presentano lievi differenze di altezza, inferiori a 1/4 di tono ma tali da poter classificare il complesso di Verona come un LA2 calante e quello di Sesto San Giovanni come un LA bemolle 2 crescente.

campana

nota

 ø mm

Peso kg

fonditore

Anno

Campanone

LAb2 +0/100

1877

4013

Luigi Cavadini

1937

2

SIb2 +1

1653

2738

Luigi Cavadini

1937

3

DO3 +10

1480

1953

Luigi Cavadini

1937

4

REb3 +20

1386

1613

Luigi Cavadini

1937

5

MIb3  -10

1227

1069

Luigi Cavadini

1937

6

FA3 +0

1101

782

Luigi Cavadini

1937

7

SOL3 -20

980

548

Luigi Cavadini

1937

8

LAb3 +25

910

456

Luigi Cavadini

1937

Il rapporto fra il peso e la nota musicale emessa, in base ai parametri di riferimento mitteleuropei, consente di classificare la sagoma di queste campane alla categoria “Media”, tuttavia la sagoma risulta alquanto maggiorata se paragonata con le campane normalmente presenti sul territorio. La scelta di adottare una sagoma di questo tipo fu certamente motivata dalle caratteristiche del campanile e dalla grande altezza da terra alla quale le campane dovevano essere collocate: una maggiorazione della sagoma infatti permette non solo una superiore potenza di suono, ma anche una migliore resa timbrica ed una migliore leggibilità della struttura tonale.

Va però detto che solo grazie ai recenti restauri le campane sono state messe in condizione di esprimere al meglio le proprie potenzialità. La particolare struttura del campanile, in ferro e calcestruzzo, causava notevoli disturbi alla purezza del suono per effetto di forti vibrazioni metalliche e risonanze anomale; oggi invece, grazie al posizionamento dei giunti antivibranti che isolano il telaio delle campane dalla struttura della torre, i fenomeni di disturbo acustico risultano assenti con notevoli benefici alla resa timbrica complessiva.


Le due campane maggiori "a bicchiere" prima degli ultimi lavori

La tonalità del concerto esprime una particolare solennità, e la particolare altezza tonale conferisce immediata riconoscibilità sia al concerto nel suo insieme che alle voci delle singole campane.
Pur essendo presente una sostanziale uniformità generale, ogni campana risulta contraddistinta da una forte personalità in grado di imporsi e risaltare nel suono d’assieme.
I tocchi di battuta sono puliti e compatti, le vibrazioni sono lineari, equilibrate e prive di distorsioni.
I toni parziali principali (PRIMA, TERZA MINORE, QUINTA, OTTAVA SUPERIORE, OTTAVA INFERIORE) risultano equilibrati e con variazioni minimali rispetto ai valori teorici, variazioni che contribuiscono a personalizzare il complesso. Il tono parziale OTTAVA INFERIORE è sostanzialmente corretto, pertanto in base alle convenzioni campanologiche mitteleuropee le campane sono classificabili secondo la tipologia “Ottava”. Il tono PRIMA risulta calante di circa mezzo tono o poco più rispetto alla Nominale; tale caratteristica rafforza la personalità delle campane e conferisce ulteriore solennità al suono.
Delle otto campane la N.2 (SIb2) risulta superiore a tutte le altre per la precisione tonale e per la timbrica nobile, rotonda e avvolgente; tale campana è anche quella che presenta maggiori similitudini alla sua corrispondente della Cattedrale di Verona. Risultano molto buone anche la campana maggiore (LAb2) e la terza campana (DO3).


Una vertiginosa veduta dell'interno della torre