Verolanuova (BS), Basilica

Nome Chiesa: 
Basilica Romana Minore di San Lorenzo Martire
Località
Verolanuova (Brescia)
Tonalità del concerto: 
LA2
Anno di fusione: 
1910
Fonditore: 
N° campane: 
9
Giudizio di qualità: 
Descrizione: 

Verolanuova è una grossa borgata agricolo-industriale della pianura bresciana. La nobile casata dei Gàmbara, che per alcuni secoli resse per investitura imperiale un feudo esteso fino al confine dell'Oglio, con istanze autonomistiche rispetto tanto a Brescia quanto a Venezia, ne conformò l'impianto sul modello di una piccola capitale. Per queste ragioni l'abitato di Verolanuova presenta ancor oggi vestigia di qualità urbana. Nel centro storico, in posizione defilata rispetto alla storica  e bella piazza centrale, già luogo del potere signorile, si erge maestosa la Basilica Romana Minore di San Lorenzo, sede prepositurale e già Collegiata Insigne. Le imponenti e nobili volumetrie, il prestigio dei titoli, lo splendore degli arredi e dei decori, l'eccezionale concentrazione di opere d'arte soprattutto di scuola veneta, tutto denuncia l'origine del tempio nella volontà di un intero popolo e nell'intelligente regia dei nobili signori del luogo. Eretta a seguito del voto pubblico e solenne della popolazione durante la peste del 1630, venne iniziata nel 1633, consacrata nel 1647 e man mano abbellita e arricchita da artisti scelti dai Gàmbara tra i migliori a Venezia, a Roma e altrove, tutti riassunti nel nome del pittore Giambattista Tiepolo.
A questo link un ricco documentario video sulla storia e l'arte della Basilica: http://www.verolanuova.com/tour/basilica/index.php
 

L'evoluzione del complesso monumentale della Basilica e del centro storico verolese si compie con l'erezione del nuovo campanile, di eleganti forme neoclassiche, iniziato nel 1907 su progetto dell'architetto bresciano Antonio Tagliaferri e completato nel 1910 con l'installazione del grandioso concerto di campane.

L'incarico per le nuove campane fu affidato ai Fratelli Pruneri di Grosio, la stessa ditta che aveva fuso a Brescia, nel 1824, il vecchio e malandato concerto parrocchiale, posto sul campanile gotico della Chiesa chiamata "Disciplina". La campana maggiore pesava kg 1550 e l'intero concerto kg 4468. Il progetto del nuovo concerto, di otto bronzi in tono di LA grave con l'aggiunta della settima minore, fu steso dal M° Arnaldo Bambini, noto compositore ceciliano e organista della parrocchia. La mattina della fusione, nel gennaio 1911, prima di procedere al getto, venne fatta cantare la S.Messa nella Prepositurale di Grosio. Al collaudo del concerto fu presente, oltre al M° Bambini e al Prevosto di Verolanuona don Francesco Manfredi, il Maestro di Cappella di S. Maria Maggiore in Bergamo, Agostino Donini. Le campane giunsero a Verolanuova il 19 marzo 1911 e furono consacrate domenica 26 dal Vescovo di Brescia Giacinto Gaggia. E' da notare che per quell'occasione il M° Bambini compose e diresse una Cantata per coro, tromboni, organo e campane, durante la quale lo stesso Bambini suonò personalmente le nuove campane, sistemate per la consacrazione davanti all'altar maggiore della Basilica.

Questi i dati del concerto, che pesa complessivamente kg 11026:

campana

nota

 ø cm

Peso kg

fonditore

Anno

Campanone

LA2 -21/100

175

3265

Pruneri, Grosio (SO)

1910

2

SI2

156

2215

Pruneri, Grosio (SO)

1910

3

DO#3

137

1581

Pruneri, Grosio (SO)

1910

4

RE3

130

1261

Ottolina, Seregno (MB)

1934

5

MI3

113

858

Pruneri, Grosio (SO)

1910

6

FA#3

100

603

Pruneri, Grosio (SO)

1910

7

SOL3 -20

95

485

Pruneri, Grosio (SO)

1910

8

SOL#3

89

428

Pruneri, Grosio (SO)

1910

9

LA3

82

328

Pruneri, Grosio (SO)

1910


Il Campanone

Le campane di Verolanuova sono fortunatamente sfuggite alla nefasta requisizione bellica, grazie a una serie di circostanze provvidenziali e soprattutto grazie all'opera congiunta, intelligente e tenace, del Prevosto Mazzardi e del M° Bambini, e - elettrificate nel 1973 - sono giunte fino ai nostri giorni. Purtroppo nel 1934 la quarta campana (RE3) ha dovuto essere sostituita perchè incrinata. Scrive il Bambini: "Questo avvenne perchè il battente slabbrato da qualche tempo percosse la campana come fosse uno scalpello e produsse una crepa sul punto di tocco riducendo l'ottima campana inservibile... venne rifusa nel 1934 dalla ditta Ottolina di Seregno e ricollocata nello stesso anno. Abbastanza bene si accompagna alle altre". Malauguratamente non è più in opera l'originario castello in ferro, appositamente disegnato dal progettista del campanile arch. Tagliaferri, perchè sostituito da una nuova struttura collocata nel 1995 nel quadro dei restauri generali alla torre e all'apparato campanario a seguito dei danni di un fulmine.

Rimasto inspiegabilmente e a lungo "fuori dal giro" di appassionati e cultori di arte campanaria, questo spettacolare concerto è senza dubbio uno dei capolavori assoluti dei Pruneri, e ne rappresenta anche il "canto del cigno", essendo l'ultimo complesso di grandi dimensioni realizzato dalla fonderia grosina prima della chiusura nel 1914. Appare sintomatico che proprio a Verolanuova, dove nel 1824 la fonderia aveva consegnato uno dei suoi primi concerti, la stessa ditta collochi a quasi un secolo di distanza l'ultimo e uno dei più emblematici suoi grandi capolavori. Ed è altrettanto sorprendente constatare che, sebbene dotato di caratteri suoi propri, nelle caratteristiche e nelle particolarità armoniche del concerto di Verolanuova sia possibile rintracciare chiaramente i tratti distintivi degli altri più celebri capolavori dei Pruneri: Grosio, S. Alessandro in Colonna, Lecco, Nava. Quasi che i Pruneri fossero consapevoli di dover consegnare alla storia una sorta di "summa" della loro arte.
Sebbene la sonorità dell'intero concerto risulti penalizzata da un montaggio imperfetto dei battagli, nell'insieme delle campane si distinguono, per bellezza e profondità di suono, la campana maggiore (LA2) e la campana quinta (MI3). Ma ciò che rende veramente unico questo concerto, e che colpisce e impressiona vivamente l'ascoltatore, sono le penetranti e prolungate vibrazioni della campana maggiore, che letteralmente "distendono" un tappeto sonoro, simile a un respiro, un vero e proprio "bordone" in sottofondo alle altre voci. Tale caratteristica, riscontrabile in diversa misura anche negli altri bronzi minori, come pure nei concerti di Nava e Grosio, fu a suo tempo così descritta dal M° Bambini: "La sonorità ricchissima di prolungate vibrazioni e perciò piena di espansione".

A questo link è possibile apprezzare il concerto maggiore a 8 campane e il concerto "piccolo" a 5 campane in Re:
https://www.youtube.com/watch?v=MqJRGL_6hWM