Verona, San Lorenzo

Nome Chiesa: 
San Lorenzo
Località
Verona (Veneto)
Tonalità del concerto: 
SIb3
Anno di fusione: 
1830
N° campane: 
5
Giudizio di qualità: 
Descrizione: 

La torre, completata nell'anno 1477, è, per il primo tratto, costituita da blocchi di pietra e tufo mentre la parte superiore è composta da laterizio e ciottoli. La cella campanaria ha quattro ampie aperture monofore. La cuspide conica in cotto ha alla base quattro pinnacoli angolari. Le antiche campane erano due, con la maggiore che pesava circa 150 kg. Nel 1830 venne impostato da Antonio Selegari (collaboratore di Pietro Partilora) l'attuale concerto a cinque voci in scala diatonica maggiore di SIb3.

 

 IL CORO CAMPANARIO DI SAN LORENZO IN VERONA

La splendida chiesa del X° sec, con le due torri rotonde che chiudono la facciata, il cortile, il colonnato ed i matronei, ben incarna il bianco splendore dell'ispirazione carolingia. E' dedicata a san Lorenzo, diacono nato in Iberia che subì il martirio e la morte durante le persecuzioni del 258 d.C. Il suo motto più celebre fu: "Mea nox obscurum non habet, sed omnia in luce clarescunt". Convertì il suo carceriere, il beato Ippolito, i cui resti sono conservati in questo edificio. Probabile è l'erezione di una precedente chiesa databile ai primi del IV° secolo, sorta su di un antico tempio pagano. Il campanile in ciottoli e cotto è in stile romanico e fu completato nel 1477, venne danneggiato nella seconda guerra mondiale e fu restaurato nel 1952. Sopra le quattro monofore troneggia una guglia conica. Probabilmente la chiesa era dotata di un tiburio centrale. Sulle campane che vi erano precedentemente al 1830 nulla sappiamo, anche se la campana “Do4” ci rivela, nella sua inscrizione, di essere la rifusione di una precedente. Il Maestro campanaro Luigi Gardoni da Santa Maria in Organo (1793-?) ci dice che il primo luglio 1830, nella leggendaria fonderia di proprietà della dinastia Pietro Partilora ed allievo Antonio Selegari (attiva in contrada Cigno a Verona dal 1776 al 1850, secondo quanto confermatoci dall’attuale discendente Mario Partilora), vennero fuse le attuali tre campane maggiori più la piccola ed il campanello, creando una tipologia di concerto gergalmente detto “quarto bolognese” e costituito da tonica, sopratonica, mediante e dominante. “1 Lujo fato 3 campane e 1 campanel par San Lorenxo da Ntonio Selegari arlevo del fù Partilora.” Quando la chiesa di san Lorenzo fu chiusa, il campanello  venne prestato alla torre campanaria ottagonale di Santo Stefano, ritornando nella sua sede il 5 novembre 1839. “5 9bre 1839 inondaxion del’acqua in Verona simile a quela del 1825 e innondasxion anca a Mantoa ai 9 del meze zcorso par la riverta ciesa de san Lorenxo quela campana che era in sul campanil de essa era stà dà a San Stefano co' n pato che alla dessa riverta sia ritornà in sul so medesmo campanil, come ze vede 1839.”Il 14 marzo 1837 il giovane Partilora (figlio del maestro Pietro) aggiunse la sottodominante, completando così il pentacordo della scala musicale diatonica maggiore, ne riuscì un bellissimo concerto a cinque voci in tonalità Si bemolle III / B°/ Bb. "14 fù fata ai 14 deto la secondina campana a san Lorenxo ed è compi el conzerto 'n tono de bemi" (secondo le frequenze di riferimento in quegli anni e scritto nella notazione medievale della mano guidoniana, ndr). Nel 1898 la campana minore del concerto si ruppe e dovette essere rifusa dalla prestigiosa fonderia Cavadini di Verona, la quale ha fuso campane per la quasi totalità della diocesi di Verona e per molte località del territorio italiane tra il 1792 ed il 1974. Questa campana presenta ornati di straordinaria bellezza essendo stata preparata per essere esposta alla fiera internazionale. I campanari cominciarono ad operare qui già nel 1830 secondo la tecnica del campanò (carillon) ed anche dei concerti a sistema veronese (l’unico sistema al mondo in grado di realizzare vera e propria musica con campane giranti). La torre di San Lorenzo era molto prestigiosa e dopo i primi restauri di fine XIX sec. Divenne contesa tra le squadre di concertisti di campanari di San Fermo Maggiore e San Giorgio in Braida. Fu poi oggetto di ambizioni sia da parte della compagnia della Cattedrale che da quella di Santa Anastasia che, alla fine, la “vinse”. L'ultima suonata di campane documentata presso questa torre si è tenuta nell’estate del 1963. Nel 1952, dopo il restauro alla torre, le campane dovettero attendere poiché la sovrintendenza ai beni culturali impose delle riduzioni all’intelaiatura, in modo che potesse contenersi completamente all’interno della cella campanaria, che misura 2,83 x 3,05 mt. Essendo la stessa cella in cotto, favorisce molto l’effetto “cassa armonica” rendendo più armonioso il suono delle campane, un poco penalizzate, però, dalla pavimentazione in cemento armato.

Descrizione del suono

Dal punto di vista fonico il concerto è un capolavoro e, paragonato a quello dei Santi Apostoli, ci mostra la storia di questa dinastia di fonditori. Se nella parrocchiale veniamo colti da un coro dalla voce calda e pastosa, in San Lorenzo ci troviamo ad ascoltare dei piccoli “violini”, dalla voce chiara e brillante. La struttura armonica che compone il suono di ogni campana (valutata secondo la composizione: nominale, prima, ottava inferiore, quinta, terza minore) è corretta, ed i toni apprezzabili,persistenti ed espressivi.

Descrizione dell'apparato iconografico

Dal punto di vista artistico decorativo ci troviamo davanti ad un’opera di eccezionale bellezza. Si notano i fasti barocchi della scuola del grande Giuseppe Ruffini (1721-1801), maestro di molti fonditori di campane tra i quali i Partilora-Selegari, Cavadini, Chiappani ecc., ma anche una razionalizzazione che è sintomatica degli standard più “spartani” che saranno di moda nella seconda metà del XIX sec. Le trecce delle campane presentano delle facce di esseri legati alla mitologia antica, alla loro base vi sono delle foglie. La calotta è “a scalini” e particolarmente larga rispetto alle forme delle campane manieristiche francoelvetiche. Ciò influisce dando maggior calore all’armonico di prima, molto importante nella complessa rete di accordi che producono il suono di una campana. Vi è una fascia con motivi vegetali dalla quale pendono festoni bucolici. Abbassandoci troviamo le raffigurazioni sacre, nitide e ben lavorate, racchiuse in cornici barocche i cui stampi furono ereditati dal Ruffini. In questa zona del vaso bronzeo si producono due componenti tonali della nota della campana: la terza minore e l’ottava inferiore (la cui correttezza definisce la tipologia di ogni campana) entrambe corrette, apprezzabili, espressive e persistenti. Scendendo troviamo una fascia con le inscrizioni in latino. Sul bordo del bronzo vi sono delle foglie che pendono da un cerchio di perline che adorna la campana nella sua circonferenza. Esse sono poco in rilievo, poiché i fonditori tendono a lasciare piuttosto spoglia questa zona della campana al fine di ottenere una vibrazione più lineare. Sotto allo spigolo dello Schlagring vi è un’altra fascia con inscrizioni e tre righe. Qui e lì sul corpo del vaso si può notare la presenza di rappresentazioni di piccoli animali a significato simbolico: la farfalla, fine della mutazione del bruco, ricorda come l’essere umano raggiunge la santità con la conversione; la lucertola, piccolo rettile che cerca il calore del sole imita il cristiano che cerca la luce della verità ecc. Tutte le campane montano de ceppi modello “Colbachini Bassano”. In seguito a sopralluogo eseguito nel 2010 assieme agli esperti Luca Chiavegato e Maurizio Guadagnini siamo stati in grado di rilevare i particolari di ogni bronzo

 

 Dettaglio della campana n.4 MIb4 (1837)

Campana Quinta o Maggiore
Pos. Musicale: TONICA
Diametro 764 mm
Peso stimato 270 kg
Nota SIbemolle 3
Anno di fusione 1830.
Fonditore Antonio Selegari
Ragione sociale ANTONIO SELEGARI FECE, lungo il dorso della campana a metà circa dell’altezza.
Inscrizioni A FVLGVRE ET TEMPESTATE LIBERA NOS DME, FLAGELLO TERREMOTVS LIBERA NOS DME,nella parte mediana de vaso bronzeo, CLERVS P.Q.S. LAVRENT A.D.
MDCCCXXX - IN HVJ ECCL.AE PAVPERVN SVBSIDIVM OLIM EROGAND AERE NOVO CVDI CVRARVNT, posizionata sul bordo inferiore della campana.
Decorazioni sei eleganti trecce (maniglie) sostengono la campana, sei immagini scandiscono l’ordine centrale del corpo della campana (SAN LORENZO, CROCEFISSO, REDENTORE, SAN ZENO VESCOVO, LA PIETA’, SAN MICHELE ARCANGELO) è presente inoltre anche una lucertola che il fonditore pone sulle opere principali, tre ordini di cornici floreali scandiscono il corpo del bronzo.

Campana Quarta
Pos. Musicale: SOPRATONICA
Diametro 679 mm
Peso stimato 180 kg
Nota DOnaturale 4
Anno di fusione 1830.
Fonditore Antonio Selegari
Ragione sociale ANTONIO SELEGARI FECE, lungo il dorso della campana a metà circa dell’altezza.
Inscrizioni SANTVS DEVS – SANTVS FORTIS – SANTVS IMMORTALIS MISERERE NOBIS,
sotto il primo ordine di cornice sul cielo, AB INSIDIIS DIABOLI LIBERA NOS DME,nella parte mediana de vaso bronzeo, EX AERE TVRRIS HAEC VNA REFICI POTVIT A.D. MDCCCXXX, posizionata sul bordo inferiore della campana.
Decorazioni sei eleganti trecce (maniglie) sostengono la campana, sei immagini scandiscono l’ordine centrale del corpo della campana (SAN MARTINO, SANTO DIACONO CON FRECCIA ANCORA E PALMA, LA PIETA’, SANTI PIETRO E PAOLO, ARCANGELO RAFFAELE CON TOBIOLO, CROCIFISSO), tre ordini cornici floreali scandiscono il corpo del bronzo.
Note: rifusione di una campana precedente.

 

Campana Terza
Pos. Musicale: MODALE
Diametro 600 mm
Peso stimato 125 kg
Nota REnaturale 4
Anno di fusione 1830.
Fonditore Antonio Selegari
Ragione sociale ANTONIO SELEGARI FECE, lungo il dorso della campana a metà circa dell’altezza.
Inscrizioni SS MM RIBERTVS ET VICTORIA QVOR. CORP. IN HAC ECCLESIA – AB IRA ET OMNI MALA VOLVNTATE LIBERA NOS DME,nella parte mediana de vaso bronzeo, CLERVS P.Q.S. LAVRENT A.D. MDCCCXXX - IN HVJ ECCL.AE PAVPERVN SVBSIDIVM OLIM EROGAND AERE NOVO CVDI CVRARVNT, posizionata sul bordo inferiore della campana.
Decorazioni sei eleganti trecce (maniglie) sostengono la campana, sei immagini scandiscono l’ordine centrale del corpo della campana (SANTI ROBERTO E VITTORIA, SANTI FERMO E RUSTICO, LA PIETA’, SAN GIROLAMO, SANTO DIACONO CON FRECCIA ANCORA E PALMA), tre ordini cornici floreali scandiscono il corpo del bronzo.

 

Campana Seconda o Secondina
Pos. Musicale: SOTTODOMINANTE
Diametro 577 mm
Peso stimato 110 kg
Nota MI bemolle4
Anno di fusione 1837.
Fonditore Antonio Partilora
Ragione sociale PARTILORA FVNDITOR A.D. MDCCCXXXVII, lungo il dorso della campana a
metà circa dell’altezza.
Inscrizioni SS VIRGINI SINE LABE COMCEPTEA HOC AEVO ORBEM MIRACVLIS IMPLENTI AECCLIESIA S. LAVRENTI DIC,nella parte mediana de vaso bronzeo.
Decorazioni sei eleganti trecce (maniglie) sostengono la campana, sei immagini scandiscono l’ordine centrale del corpo della campana (SANTE ANNA E MARIA BAMBINA, SAN LUIGI GONZAGA, SAN FRANCESCO RICEVE LE STIMMATE ALLA VERNA, SAN GIUSEPPE ARTIGIANO, SANTO VESCOVO CON CHIESA IN MANO E UNA PALETTA SUL
PIEDISTALLO, … ), piccoli ovali intercalano le grandi immagini sul corpo della campana, tre ordini cornici floreali scandiscono il corpo del bronzo.
Note: aggiunta dal Antonio Partilora, figlio del fonditore defunto Pietro. Presenta un lieve calo di tono.

Campana Prima o Minore
Pos. Musicale: DOMINANTE
Diametro 513 mm
Peso stimato 80 kg
Nota FA naturale 4
Anno di fusione 1898.
Fonditore Achille e Ettore Cavadini
Ragione sociale ANTICA E PREMIATA FONDERIA VESCOVILE LUIGI CAVADINI E FIGLIO IN VERONA, in una targhetta sul dorso della campana a metà circa dell’altezza.
Inscrizioni REFUSA ANNO 1898, sul dorso della campana a metà del vaso bronzeo.
Decorazioni sei eleganti trecce (maniglie) sostengono la campana, quattro immagini scandiscono l’ordine centrale del corpo della campana (SAN LORENZO, SANTO PAPA, REDENTORE, SANTO APOSTOLO CON LIBRO), tre ordini cornici floreali scandiscono il corpo del bronzo.
Note: rifusa perché crepata, essendo ordinata per l'esposizione internazionale del 1898 presenta ornati di eccezionale fattura. Cala leggermente di tono, essendo impostata sulla quarta.

Campanello da richiamo
Pos. Musicale: MODALE MINORE OTTAVA ALTA
Diametro 302 mm
Peso stimato 15 kg
Nota RE bemolle 5
Anno di fusione 1830.
Fonditore Antonio Selegari
Ragione sociale, A. S. F., sul dorso della campana a metà circa dell’altezza.Inscrizioni A PESTE FAME ET BELLO LIBERA NOS DME – CLERO P. Q. S. L. AD MDCCCXXX IN HVJ ECCLAE P. PAVER SVBSIDIVM OLIM EROGAND CVDI CVR , sulla bocca della campana
Decorazioni tre anelli disposti a triangolo (trifoglio) sostengono la campana, quattro immagini scandiscono l’ordine centrale del corpo della campana (MADONNA DEI SETTE DOLORI O DELLE SETTE SPADE, CROCIFISSO, SAN FRANCESCO D’ASSISI, SANTO DIACONO CON FRECCIA ANCORA E PALMA), due piccoli ordini cornici floreali scandiscono gli estremi del corpo della campana.
Note monta ceppo ligneo per suono a mezzo slancio con stanga.

Le campane del Matroneo

Campana maggiore
Diametro 260 mm
Fonditore Cavadini Verona
Anno di fusione seconda metà secolo XIX
Decorazioni SAN GIUSEPPE, IMMACOLATA, MARTIRE
Modello stampo N° 10
Note monta ceppo ligneo per suono a mezzo slancio con stanga

Campana minore
Diametro 212 mm
Fonditore Cavadini Verona
Anno di fusione seconda metà secolo XIX
Modello stampo N° VIII
Note monta ceppo ligneo per suono a mezzo slancio con stanga

 

a cura della Scuola Campanaria Verona, Agosto 2012

Ricerche storiche: Nicola Patria - Analisi tecniche e musicali: Matteo Padovani - Fotografie: Maurizio Guadagnini

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