Monza, Duomo

Nome Chiesa: 
Basilica Collegiata di San Giovanni Battista
Località
Monza (Monza e Brianza)
Tonalità del concerto: 
LA2
Anno di fusione: 
1741
Fonditore: 
N° campane: 
8
Giudizio di qualità: 
Audio: 
Descrizione: 

Il concerto di campane di cui è dotata l'Insigne Basilica Collegiata di San Giovanni Battista, il Duomo di Monza, è una preziosa opera d’arte settecentesca e rappresenta, nel panorama campanario della Lombardia e dell’Italia settentrionale, un unicum di rilevanza eccezionale. Si raccolgono qui per la prima volta le poche informazioni attualmente in circolazione, affiancate dai rilievi tecnici effettuati l’11 luglio 2009 dall’Associazione Italiana di Campanologia nel corso di una memorabile visita, resa possibile dalla sensibilità e dalla squisita accoglienza dell'Arciprete mons. Silvano Provasi, dell'ing. Franco Gaiani, della sua consorte Titti Giansoldati e dal personale del Museo del Tesoro del Duomo.
Prima di analizzare le caratteristiche del concerto è bene tuttavia premettere due considerazioni.

 

  1. Pur trattandosi di oggetti storicamente ed artisticamente assai rilevanti, tutta la ricca bibliografia sul Duomo monzese ignora sistematicamente il concerto che dal 1741 dà voce alla Basilica.  L’unico autore che per esso ha speso qualche cenno è Augusto Merati (cfr. A.Merati, Il Duomo di Monza e il suo Tesoro, Monza 1982, pag. 210).
  2. Si è molto insistito, e giustamente, sul fervore di iniziative e sull’altissima qualità artistica del grande rinnovamento barocco del Duomo, idealmente imperniato sul ripristino del culto pubblico del Santo Chiodo della Corona Ferrea, sancito nel 1717. Di quella felice stagione che ancor oggi connota l’immagine del tempio monzese, le otto campane sono frutto coerente e parte integrante, pari in dignità ai ben più noti capolavori pittorici e scultorei. Non a caso la loro installazione nel 1741 si colloca tra la conclusione del primo ciclo affrescato da Carlo Innocenzo Carloni e l’erezione dell’altare-reliquiario dello Scurolo.

 

La poderosa torre campanaria, alta circa 75 metri, fu iniziata il 23 maggio 1592, sui disegni dell’architetto Ercole Turati, e fu completata intorno al 1620. Le campane (su cui non si hanno per ora notizie) furono benedette il 18 settembre 1628 dal cardinale Federico Borromeo. La decisione di collocare l’attuale concerto ha origine in un fatto di cronaca. Su di esso si è poi innestata la volontà di una realizzazione che fosse di alto livello qualitativo e accrescesse il prestigio liturgico e funzionale della Basilica: le molteplici combinazioni sonore rese possibile dal numero e dalla mole dei nuovi bronzi avrebbero dato inizio a “una articolata e formalizzata solennità, tipico esempio di estetica barocca”, in sintonia con quanto si andava in quegli anni realizzando all'interno del Duomo e in aderenza allo sfarzo richiesto dalla complessità delle celebrazioni liturgiche del Capitolo e dei solenni pontificali dell'Arciprete mitrato.

Il campanile del Duomo prese fuoco la sera di sabato 23 luglio 1740. Quel pomeriggio la nuova urna con le venerate reliquie del concittadino e compatrono San Gerardo Tintori era stata portata privatamente in San Giovanni, da dove avrebbe preso le mosse la grandiosa processione cittadina che l’avrebbe riportata alla sua chiesa. Come è noto a quei tempi un simile evento comportava una fastosa messa in scena di addobbi ma anche di luminarie e fuochi d’artificio. All’origine dell’incendio ci fu qualcuno dei lumi o dei fuochi predisposti in segno di festa in cima alla torre da un certo Giovanni Diamante. Prese fuoco dapprima la struttura lignea della cupola; cadendo pezzi di travi infuocate sul castello ligneo delle campane questo pure si incendiò e provocò il crollo del pavimento della cella che rovinò di sotto trascinando con sè le cinque campane esistenti, che andarono in frantumi. L'opera di ricostruzione iniziò praticamente subito, col concorso di tutta la cittadinanza e delle autorità: un tale Ruggeri diede ospitalità, in un suo capannone in Porta Lodi, alla installazione dei forni per la fusione delle nuove campane, dando vitto e alloggio agli operai del fonditore Bartolomeo Bozzi.

L’incarico di approntare i nuovi bronzi, che si vollero in numero di otto, fu dato al fonditore milanese BARTOLOMEO BOZZI, attivo a Milano e in Lombardia tra il 1734 e il 1767. Dell’opera di questo maestro ancora praticamente sconosciuto - oltre a diverse campane singole sparse tra Lombardia e Canton Ticino – restano intatti tre imponenti concerti, tutti posti in collocazioni di grande prestigio: il Duomo di Monza (otto campane in LA2, 1741), il Torrazzo di Cremona (sette campane in LAb2, 1744) e la Basilica di Sant’Ambrogio a Milano (cinque campane in DO3, 1755). Lo storico monzese Giuseppe Marimonti riferisce, nel suo studio del 1841, che anche anche le sei campane allora poste sul campanile di Lissone erano opera del Bozzi.

Questi i dati del concerto:

campana

nota

 Ø mm

Peso kg

fonditore

Anno

Campanone

LA 2 -2

 1735

3315

Bartolomeo Bozzi

1741

2

SI 2 -2

1535

2401

Bartolomeo Bozzi

1741

3

DO# 3 -4

1370

1656

Bartolomeo Bozzi

1741

4

RE 3 -9

1270

1324

Bartolomeo Bozzi

1741

5

MI 3 -1

1140

993

Bartolomeo Bozzi

1741

6

FA# 3 -9

1042

662

Bartolomeo Bozzi

1741

7

SOL# 3 -9

non rilevato

414

Bartolomeo Bozzi

1741

8

LA 3 -3

non rilevato

372

Bartolomeo Bozzi

1741

 


Il Campanone del Duomo di Monza

Le otto campane furono consacrate il 15 giugno 1741: "...fatti i conti si è stati senza campane mesi 10 e giorni 15 dal dì della disgrazia successa del fuoco che ha abbruciato le campane, cioè fino a questo 15 Giugno 1741".
In omaggio all' antichissima, gloriosa e singolare autonomia ecclesiastica monzese, che vuole la città - seppur posta nel cuore dell'area ambrosiana e vicina a Milano - fedele seguace del rito dapprima Patriarchino e poi Romano, le campane del Duomo suonano con la tecnica dello slancio classico. Poste in cella su un telaio ligneo e con una disposizione differente dall'attuale, integralmente interna, le campane sono state installate nell'attuale disposizione negli anni '50, quando venne rifatto il castello ed elettrificato il suono. 


Chiostro del Duomo, reperto di una fossa di fusione

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