Rintocchi e risonanze: campane e campanili tra tradizione e architettura

Dal 6 all’8 maggio 2026, la Sala Bolognini della Biblioteca del Convento Patriarcale di San Domenico a Bologna ha ospitato il convegno nazionale “Rintocchi e risonanze. Campane e campanili tra tradizione e architettura”, promosso e organizzato dall'Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto della CEI in collaborazione con l’Arcidiocesi di Bologna e la rivista scientifica IN_BO dell’Università di Bologna. L'evento è stato organizzato come apertura delle Giornate di valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico, iniziativa nazionale promossa dalla CEI per la conoscenza e la promozione dei beni culturali della Chiesa cattolica. Il tema dell'edizione 2026, "Risonanze di santità", ha invitato a riscoprire il patrimonio ecclesiastico non solo come spazio di fede, ma anche come luogo di memoria capace di raccontare storie, custodire arte e trasmettere bellezza.

Accreditato presso gli Ordini degli Ingegneri e degli Architetti, il convegno ha visto un'ampia partecipazione di studiosi, esperti e appassionati provenienti da molteplici settori: architetti, urbanisti, ingegneri, esperti di fisica applicata, archeologi, storici, storici dell’arte, teologi, liturgisti, sociologi, antropologi, musicologi e campanologi. I partecipanti sono stati chiamati a fare il punto sul patrimonio materiale e immateriale, coniugando il sapere dei campanari con le esigenze della tutela, del restauro e delle più avanzate tecniche di prevenzione sismica, tracciando al contempo nuove piste di ricerca.

Il Convegno di Bologna si è inserito nel solco delle tappe storiografiche della disciplina, richiamando l'eredità dei convegni di Agnone (Dal fuoco all'aria. Tecniche significati e prassi nell’uso delle campane dal Medioevo all’Età Moderna, organizzato dall’Università degli Studi dell’Aquila, 6-9 dicembre 2004) e Milano (Del fondere campane. Dall’archeologia alla produzione. Quadri regionali per l’Italia settentrionale, tenutosi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, 23-25 febbraio 2006), fino al recente workshop promosso a Roma nel 2024 dalla Real Academia de España e dall’Associazione Italiana di Campanologia per fare il punto sugli studi campanologici in Italia. Al centro delle tre dense giornate di studio bolognesi vi sono state le sfide della conoscenza, della catalogazione e della sicurezza strutturale delle torri campanarie, affiancate alla salvaguardia del suono inteso come elemento identitario del paesaggio urbano e rurale.

Dall'analisi degli interventi emerge come l'iniziativa sia riuscita a coniugare umanesimo, tecnica, tutela giuridica e restauro ingegneristico, offrendo una lettura a tutto tondo del patrimonio campanario e delle sue torri. Il convegno di Bologna ha dimostrato come la campanologia rappresenti un crocevia scientifico di prim'ordine. Il programma è riuscito a far dialogare la dimensione immateriale, la fede, il suono, la tradizione, con la materialità, la fisica delle vibrazioni, il restauro sismico delle murature, il diritto amministrativo, tracciando una linea guida chiara per la tutela futura di questo immenso patrimonio. L’ampia partecipazione e la qualità del dibattito hanno dimostrato chiaramente che la disciplina campanologica, sebbene talvolta ancora confinata ai margini dell'attenzione accademica, merita una centralità e un riconoscimento ben maggiori. Il confronto multidisciplinare promosso a Bologna ha ribadito come la cooperazione tra settori diversi del sapere sia l'unica strada per restituire alla "cultura delle campane" la sua complessa dimensione tecnica, sociale, simbolica e architettonica.

Durante le pause, accolti sotto le suggestive logge del complesso domenicano, i partecipanti hanno potuto confrontarsi e porre le basi per future sinergie. Il convegno si è così concluso con la condivisa consapevolezza dell'urgenza di tutelare e valorizzare questo patrimonio non solo come bene storico-artistico, ma come viva espressione della memoria e dell'identità collettiva. In quest'ottica, è emersa con forza la necessità improrogabile di avviare un percorso coordinato verso una catalogazione omogenea, promuovendo l'ideazione e l'adozione di strumenti inventariali uniformi e interoperabili tra le diverse istituzioni coinvolte — dai Beni Culturali Ecclesiastici alle Soprintendenze e al Ministero della Cultura. Una convergenza metodologica indispensabile per garantire una mappa conoscitiva davvero integrata e condivisa su scala nazionale.

In virtù dell'elevato numero di candidature pervenute, gli interventi orali e gli ulteriori contributi saranno raccolti nel volume degli Atti del Convegno, fornendo un punto di riferimento scientifico e metodologico aggiornato. Proprio per dare continuità a questo fecondo dialogo multidisciplinare, si è levata con forza la proposta di trasformare questo convegno in un appuntamento cadenzato nel tempo. L'istituzione di un forum periodico permanente rappresenterebbe lo strumento ideale per garantire un aggiornamento costante delle ricerche, monitorare lo stato di conservazione del patrimonio e promuovere un confronto sistematico tra le diverse professionalità coinvolte nella salvaguardia di questa viva espressione della memoria e dell'identità collettiva.

Giovanna Petrella