Tra Costanza e Friburgo: viaggio campanologico estivo 2025

L’ormai tradizionale tour campanologico ferragostano quest’anno ha portato i membri dell’Associazione per la terza volta oltralpe, lungo i “santuari” dove ogni appassionato deve fermarsi in devoto ascolto almeno una volta nella vita. La due-giorni è stata dedicata alla memoria di Marco Tosin (1963-1995), pioniere della campanologia italiana, a trent’anni dalla prematura scomparsa, avvenuta proprio di ritorno da un viaggio campanologico.

Provenienti dalle più disparate zone della nostra penisola, con qualche sosta preparatoria durante i vari percorsi - chi in Valtellina sulle orme dei capolavori Pruneri, chi a Mösern per sentire la Campana della Pace di recente fattura, chi per qualche concertino di carillon a Lindau - i partecipanti si sono dati appuntamento il mattino di giovedi 14 agosto presso la parrocchiale cattolica di Widnau, nel cantone svizzero di San Gallo, al confine con l'Austria, per una visita alle campane seguita dall'ascolto del plenum. La scelta di questa prima tappa ha voluto omaggiare il “made in Italy” e l'export d'altri tempi, nonché uno dei maggiori fonditori di campane italiani dell'età “dell'oro” ottocentesca degno di rapportarsi senza remore con i grandi Gießer del nord: Carlo Chiappani di Trento. L'ascolto ha suscitato molti commenti, generalmente positivi con qualche appunto da parte dei più esigenti nei riguardi di una certa sonorità ritenuta per certi versi debole.

A mettere invece tutti d'accordo ci hanno pensato, nel pomeriggio, le campane del Duomo di Nostra Signora a Costanza, 19 elementi in totale, 12 dei quali fusi nel 1966 dall'ancor oggi insuperato Friedrich Wilhelm Schilling, mentre le restanti 7 facenti parte del concerto storico e risalenti ad un arco temporale che spazia dal XIII al XVII secolo. La salita alla torre ha permesso di ammirare i vari stili artistici dei rilievi, dall’essenzialità della campana duecentesca al linearismo moderno delle Schilling, passando per l’eleganza tardo-gotica della Ursula, la maggiore del concerto storico.

L’iniziale richiesta di poter ascoltare le campane aveva suscitato l’interesse della fabbriceria, che nelle precedenti settimane l’aveva promossa quale vero e proprio evento pubblico, per cittadini e turisti: un concerto a cielo aperto, della durata di ben 50 minuti, nel quale le campane di Costanza hanno potuto esprimersi in svariate sfumature grazie alla combinazione di particolari accordi. Protagonista indiscussa la campana più grande, la Sancta Maria (LAb2), 8349 kg di bellezza sonora insuperabile, che ha chiuso il concerto con l’assolo finale.

Ridotto al minimo essenziale lo scambio di parole, se mai ce ne potessero essere dopo una simile esperienza, poiché la rigida scaletta esigeva un rapido trasferimento a Friburgo in Brisgovia entro la notte. Qui infatti, dalle sei del mattino di Ferragosto e fino a mezzogiorno, attendeva il gruppo un'altra maratona con le campane della Cattedrale, ancora una volta un complesso di 19 bronzi dove il marchio FWS affianca importanti manufatti medievali. Le Schilling in questo caso sono 15 e di qualche anno più vecchie (1959), mentre delle quattro campane più antiche la più affascinante rimane senza dubbio la Hosanna del 1258, dal tipico suono medievale.

Agli ascolti delle suonate in programma per le liturgie della solennità patronale, che hanno offerto lungo la mattina varie combinazioni di suono, chiuse dal plenum per il solenne pontificale e dall’assolo della Christusglocke (SOL2 di 6856 kg) per l’Elevazione, ha fatto seguito anche qui l'immancabile visita guidata, con le “carezze” ai possenti bronzi e i gesti di affetto che solo l’appassionato può capire...

A conclusione di questo racconto non è possibile fare altro che esprimere gratitudine anzitutto all’organizzatore, Flavio Zambotto, al Decano del duomo di Costanza, Michael Tiepel, all'Ispettore per le campane dell’Arcidiocesi di Friburgo Johannes Wittekind e alla sua delegata Helena Kotarlic, unitamente all’architetto della Cattedrale Linda Gründler, che hanno accompagnato i presenti nelle visite e hanno permesso di vivere una due-giorni ricca di esperienze culturali e momenti di amicizia, edificante sia dal punto di vista umano che tecnico, grazie all’osservazione ravvicinata di complessi campanari dove storia, acustica e aspetti strutturali sono stati valorizzati in maniera emblematica.

Alberto Bozzo