L’Anno Giubilare Francescano e le campane della Basilica di San Francesco in Assisi

Nell'ambito delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi (1226–2026) e per l'Anno Giubilare Francescano, è stato portato a compimento il primo censimento ufficiale e completo del concerto campanario della Basilica Papale di San Francesco in Assisi. Questa indagine sistematica restituisce un quadro storico, metrico ed epigrafico essenziale per la corretta comprensione del patrimonio campanario del Sacro Convento.

L'analisi dei bronzi rivela una complessa stratificazione storica, segnata da un susseguirsi di rifusioni che affondano le radici nel concerto medievale fatto realizzare originariamente nel 1239 da Frate Elia da Cortona, compagno di Francesco e secondo Ministro Generale dell'Ordine dal 1232 al 1239, il quale aveva affidato a Bartolomeo e Lotaringio da Pisa la fusione di quattro campane.

L'odierno assetto iniziò a prendere forma nel 1836, quando i Fratelli Baldini, fonditori riminesi residenti a Sassoferrato, vennero incaricati di rifondere l'intero concerto allora esistente, composto da sette campane. L'anno successivo, nel 1837, la medesima fonderia intervenne nuovamente: cinque campane dell'anno precedente vennero rifuse per ingrandire il concerto. Sotto il profilo artistico, i bronzi dei Baldini aderiscono agli stilemi del manierismo e dell'eclettismo. Le corone di sospensione esibiscono elaborate anse zoomorfe modellate a forma di protomi leonine o di aquile, mentre i tronchi e le spalle sono ritmati da fregi geometrici a losanghe, teste di cherubini, figure angeliche e vigorosi tralci fitomorfi di foglie d'acanto e vite. Di elevato valore documentario sono le ampie epigrafi, in latino e in greco, che tramandano la memoria della fusione avvenuta sotto il pontificato di Gregorio XVI.

La fisionomia del concerto è stata completata nel 1953 ad opera della fonderia Francesco Broili di Udine, con la rifusione delle due campane minori firmate Baldini nel 1837. Pur discostandosi dai bronzi ottocenteschi per la loro superficie liscia e priva di decorazioni di rilievo, queste due campane moderne riportano le iscrizioni delle loro antenate medievali: la campana dedicata a Frate Elia riproduce l'iscrizione della "campana italiana" duecentesca. L'altra, intitolata a Santa Chiara, fu fusa con dimensioni maggiori per commemorare il settimo centenario della dedicazione della Basilica Patriarcale.

Il censimento di questo complesso va oltre la mera raccolta di dati tecnici, configurandosi come un atto di salvaguardia della memoria francescana. Le campane, attraverso i secoli, costituiscono veri e propri documenti bronzei sui quali sono impresse le vicende teologiche, artistiche e sociali della comunità: averne fissato sistematicamente le peculiarità epigrafiche, acustiche e decorative ha un ruolo significativo nella tutela di una testimonianza sonora che da otto secoli orienta la vita spirituale del territorio assisiate.

I
II
III
IV
V
VI
VII
anno
1837
1836
1836
1837
1837
1953
1953
fonditore
Pietro Baldini e fratelli (Sassoferrato)
Lucio Broili (Udine)
nota
si♭2
re♭3
mi♭3
fa3
la♭3
si♭3
do4
diam. mm
1650
1362
1226
1082
877
804
703
sp. mm
112
96
87
73
59
56
49
peso kg
2800
1550
1100
760
390
330
220

I risultati dello studio saranno prossimamente resi disponibili sul bollettino dell’Associazione e sulle testate dedicate agli studi francescani, affiancate dai relativi canali di divulgazione scientifica. Di seguito il video-documentario del complesso, con il suono completo di tutte e sette le campane.

Ermenegildo Guerra